A

Acetone - Acne - Adenoidi - Appendicite

 

 

 

B

Bronchite

 

 

 

C

Carie dentale - Coliche  del lattante - CongiuntiviteCongiuntivite da neonato Convulsioni Croste lattee

 

 

 

D

Dentizione - Dermatite - diarrea

 

 

 

E

Enuresi - EpistassiEritema solare Ernia ombelicale

 

 

 

F

faringite - febbre - ferite

 

 

 

G

gastroenterite - gengivostomatite

 

 

 

I

infezioni urinarie

 

 

 

 

 

 

 

 

A

 

 

 

Acetone: si ha l’acetone, quando l’organismo è in carenza di zuccheri . In questo caso l’organismo passa a trasformare in energia i grassi. Essi , però, in assenza degli zuccheri non vengono metabolizzati completamente. Dalla loro demolizione, viene a formarsi una sostanza che non produce energia ma favorisce la formazione di corpi chetonici. I corpi chetonici sono tre. L’unico volatile tra questi è l’acetone. Ed è esso che dà all’alito quel tipico odore di frutta marcia. Il bambino che ha l’acetone ha vomito, è assonnato e irritabile.

L’acetone  è determinato da  diverse cause: digiuno, febbre, diabete.

Per verificare se il bambino ha l’acetone esistono degli appositi stick che messi a contatto con poche gocce di urina ne segnalano la presenza.

In caso di acetone bisognare dare ai bambini delle bevande zuccherate a piccoli sorsi per ripristinare gli zuccheri nell’organismo. Quando il bambino comincia a trattenere i liquidi gli si può offrire una dieta leggera a base di yogurt e latte scremato, the ben zuccherato. Per ritornare , poi, gradualmente a una dita normale.

 

 

 

Acne da neonato: l’acne da neonato si manifesta come l’acne giovanile .La causa dell’acne è l’otturazione dei canalini sebacei della pelle. Sul viso, spalle e schiena compaiono dei punti neri che se si infettano diventano brufoli e papule.

Sulle motivazioni dell’insorgere dell’acne da neonato ci sono due scuole di pensiero: ci sono i ricercatori che pensano dipenda dagli ormoni materni che il piccolo ha “assorbito “ dalla madre  durante la gravidanza, mentre ci sono quelli che pensano che dipenda dalle ghiandole endocrine del bambino.

I brufoli non vanno schiacciati, l’acne passa da sé senza nessun medicamento.

 

 

 

Adenoidi: Le adeinoidi sono formate da tessuto linfatico. Si trovano verso il fondo della gola, dietro le fosse nasali. Insieme alle tonsille fanno da barriera ai virus e batteri che colpiscono le alte vie aeree. Per questo motivo nel bambino si ingrossano spesso (ipertrofia). Un tempo la loro asportazione chirurgica era molto frequente. La tendenza attuale di molti pediatri è quella di non asportarle più almeno che i casi di ipertrofia non siano molto frequenti. In caso di ipertrofia può essere presente anche febbe altta. La cura contro l’ipertrofia sono gli antibiotici.

 

 

 

Appendicite E’ chiamata così l’infiammazione dell’appendice. L’appendice è un piccolo condotto che si trova nell’intestino e più precisamente, tra il tenue e l’ansa dell’ileo. Se l’appendice si infiamma il bambino avrà un forte dolore ininterrotto nel quadrante inferiore destro dell’addome (lo si individua dividendo idealmente l’addome in quattro parti che si intersecano nell’ombelico) e starà immobile con le gambe piegate verso l’addome. A ogni movimento, infatti, il bimbo sentirà un forte dolore in quanto l’appendice urterà contro qualche struttura dell‘addome..

Se il dolore è continuo e dura  più di sei ore conviene  portare il bambino in pronto soccorso, dove il medico valuterà se è il caso di operare.

Se trascurata, infatti, l'appendicite può degenerare in peritonite. La peritonite si ha quando il contenuto dell’appendice (feci e batteri) si riversa nell’addome.

 

 

 

Asma L’asma può avere diverse cause (polline, inquinamento, allergia, stress, ecc.) I sintomi sono: difficoltà a respirare, senso di oppressione al petto, respiro sibilante. Si cura con i corticosteroidi (servono per ridurre edema e infiammazione) e i broncodilatatori. Entrambi questi farmaci si possono trovare sia sottoforma di pastiglie che di inalatori.

 

 

 

 

 

B

 

 

 

Bronchite: inizia con una banale infezione delle vie aeree superiori e molto spesso compare il raffreddore. Dopo 3-4 giorni compare la tosse e il muco diventa di colore giallo-verde. Dopo 5-10 il muco diventa via via più fluido e la tosse scompare.

In caso di bronchite la febbre è bassa oppure assente.

La bronchite è quasi sempre virale. È inutile quindi somministrare antibiotici (gli antibiotici combattono i  batteri e non i virus) e anche in caso di bronchite batterica, non ridurrebbero le conseguenze.

Per dare un sollievo al bambino si può umidificare la stanza usando o un umidificatore elettrico o mettendo sui termosifoni degli asciugamani bagnati.

Per fare riposare bene  di notte il  bambino è consigliabile somministragli dei sedativi per la tosse (su prescrizione del pediatra)

 

 

 

 

 

C

 

 

 

Carie dentale E’ una lesione dello smalto, della dentina e polpa del dente causata dall’azione combinata di batteri e zuccheri.

Per evitare la carie bisogna abituare il bambino a lavarsi i denti almeno due volte al giorno, dopo i pasti. Infatti se i  denti non vengono lavati nell’arco di ventiquattro ore comincia a formarsi il tartaro.

A tre anni il bambino può già cominciare a lavarsi i denti in modo autonomo.

A un anno si può cominciare a fare la fluoroprofilassi, cioè somministrare al bambino del fluoro. Il fluoro è possibile trovarlo in gocce o in pastiglie. Per le dosi chiedere consiglio al pediatra. Se la profilassi viene esegita in modo corretto e da quando un bambino e o neonato può ridurre il rischio di carie del 50, 60 per cento

A tre anni è meglio cominciare a programmare le visite periodiche dal dentista.. Se si trascura una carie nei denti decidui (da latte), si rischia di compromettere anche quelli permanenti.

A sei anni è possibile che il dentista metta sui denti molari e premolari il sigillante. Il sigillante è una specie di vernicetta che il dentista  applica sui denti molari e premolari come protezione contro i germi. Quest’operazione è indolore. Il sigillante ha una durata di tre-quattro anni. 

 

 

 

Coliche  del lattante  Si ha quando un bimbo ha le coliche del lattante, un tempo chiamate coliche gassose, diventa rosso, ha un pianto inarrestabile, tende a tendere le gambe. Le coliche compaiono dai quindici giorni ai tre mesi di vita circa, si presentano almeno tre volte a settimana e durano tre ore circa.  Un tempo si pensava che le coliche fossero causate dall’aria all’interno dell’intestino, ma da recenti indagini fatte ai raggi  X all’intestino del bambino prima e durante una colica, si visto che la quantità d’aria presente nell’intestino non  sarebbe presente in quantità  così elevate da scatenare la colica. Le coliche del lattante sarebbero causate da immaturità dell’intestino o da fattori ormonali. I sintomi compaiono soprattutto nel tardo pomeriggio o di sera, sono più frequenti nei maschietti.  Il bimbo durante una colica rifiuta il seno o il biberon.

Le mamme spesso davanti a questi sintomi appaiono spaventate e disorientate perché non sanno quali rimedi usare.

I rimedi per alleviare il dolore al bambino sono molteplici. Eccone  alcuni:  mettere il bambino a pancia in su cercando di fargli flettere le gambe in modo da favorire la fuoriuscita dell’aria, massaggiargli dolcemente la pancia in senso orario partendo dall’ombelico, portare il bimbo in giro in macchina, pare che il movimento della macchina calmi il bambino, portarlo in giro con sé nel marsupio. Se questi rimedi non funzionano bisogna portare il bimbo dal pediatra che provvederà a dare i farmaci adeguati.

 

 

 

Congiuntivite E’ l’infiammazione della congiuntiva, la parte anteriore dell’occhio. Essa può essere causata da infezioni (virus o batteri) oppure da agenti fisici come un’esposizione troppo prolungata alla luce solare o l’acqua col cloro delle piscine.

La congiuntivite può colpire bambini di tutte le età.

I sintomi della congiuntivite sono: bruciore, prurito agli occhi,  fotofobia (fastidio alla luce). Se il bambino lamenta la sensazione di avere sabbia negli occhi o di non vedere bene bisogna andare subito dal pediatra perché l’infezione potrebbe essersi estesa alla cornea.

Se il bambino ha una congiuntivite infettiva  e con pus giallastro bisogna pulirli con una garza sterile bagnata nell’acqua bollita e tiepida o nella camomilla tiepida. È preferibile usare una garza per ciascun occhio. Prima di fare quest’operazione bisogna lavarsi le mani.

Somministrare colliri o pomate oftalmiche solo su consiglio del pediatra. Se consigliata dal pediatra, la pomata  oftalmica è preferibile applicarla di sera in quanto agisce meglio.

 

 

 

Congiuntivite da neonato  E’ dovuta alla dimensione stretta del canale lacrimale, il canale che collega l’occhio al naso. Quando questo si intasa le lacrime non riescono a fuoriuscire dall’occhio.

In questo caso si dovrebbe praticare al neonato,  con l’indice,  un massaggio nel sacco lacrimale (l’angolo interno dell’occhio)  dall’esterno verso l’interno e dal basso verso l’alto.

 

 

 

Convulsioni febbrili  Sono delle scariche elettriche fuori dalla norma di un gruppo  più o meno grande di neuroni. Normalmente i neuroni si depolarizzano (si scaricano) e si ripolarizzano (si ricaricano). Se questo meccanismo si inceppa , si hanno le convulsioni.

Le convulsioni si possono avere nei bambini da uno ai sei anni. Ma avvengono  con maggior frequenza verso i due anni. In questo periodo, infatti, nel bambino il sistema di termoregolazione non si è ancora ben sviluppato. Esse avvengono con più probabilità  quando al bambino sale la febbre ai 39° gradi.

Le convulsioni possono presentarsi in due modi: con ipertono (quando la muscolatura del bambino diventa rigida e il suo corpo è scosso da movimenti involontari, da atonia (quando il corpo è floscio senza tono muscolare).

Quando il bambino ha una convulsione bisogna chiamare il pediatra o andare al pronto soccorso, dove valuteranno se è il caso o meno di dare al bambino un anticonvulsivante  o se fare degli esami.

Le convulsioni febbrili non hanno niente a che vedere con le convulsioni epileticche e di solito non lasciano conseguenze.

Per evitare le convulsioni febbrili bisogna somministrare sotto stretto controllo  pediatrico al bambino dei farmaci per abbassare la febbre ( come quelli a base di paracetamolo)  quando questa  sale oltre i 38° gradi.

 

 

 

Croste lattee In genere possono insorgere dai primi giorni di vita del bambino ai sei mesi ma in alcuni casi anche più tardi. Sono provocate da un eccesso di sebo sul cuoio capelluto. Esse sono scaglie di colore avorio-giallastro  o bruno e si attaccano al cuoio capelluto, formando in seguito delle vere e proprie croste.

Bisogna lavare i capelli al bambino anche quotidianamente usando degli oli da bagno o dei prodotti specifici che si trovano in farmacia.

È meglio evitare di usare olio di oliva o di mandorle perché ingrassa ulteriormente il cuoio capelluto. Mentre si lavano i capelli passare sul capo del bambino un pettine a denti stretti con le punte arrotondate per asportare le crosticine.

Bisogna evitare che il bambino si gratti il capo

 

 

 

 

 

D

 

 

 

Dentizione I denti cominciano a comparire verso i cinque-sei mesi. Il bambino prima dello spuntare dei denti appare nervoso, cerca di portare le mani in bocca, ha una salivazione abbondante. I primi denti a spuntare sono gli incisivi centrali inferiori. Durante il periodo della dentizione il bambino può avere qualche linea di febbre, scariche diarroiche. Non c’è da spaventarsi, allo spuntare del dente tutto scomparirà.

La mamma per aiutare il fastidio del bimbo può sfregare le gengive arrossate con una garza sterile avvolta sul dito, dare al bimbo dei giochini appositi da mordicchiare che si trovano in farmacia.

 

 

 

Dermatite atopica E’ un’iperattività della pelle dovuta a diversi tipi di allergeni. La dermatite atopica è la patologia dermatologica più diffusa nei bambini. Essa è cronica e ereditaria. Si presenta generalmente entro l’anno di vita del bambino, quando nella dieta si cominciano ad introdurre cibi potenzialmente allergizzanti come il latte vaccino e l’uovo.

La dermatite atopica dai 3 mesi ai due anni si manifeste con pelle arrossata e leggermente ispessita ai lati della bocca, sulle guance e dietro le orecchie. Dopo i due anni invece,  la pelle sarà  arrossata dietro le ginocchia e nei gomiti in forma simmetrica e speculare.

La  mamma per alleviare il disturbo al bambino, in attesa del pediatra può: non vestire il bambino con abiti sintetici, evitare che il bambino si gratti, bagnare, se possibile, il bambino con acqua di mare in modo tale da lenire l’infiammazione, mettere al bambino della crema emolliente. Il pediatra provvederà poi, se è il caso, a prescrivere antistaminici e cortisonici.  Al posto dei cortisonici, il pediatra potrà prescrivere una pomata  che ha gli stessi effetti del cortisone senza averne gli stessi effetti collaterali.

 

 

 

Diarrea E’ l’emissione frequente di feci liquide o semiliquide. Essa può essere di tre tipi: secretoria , osmotica e mista. La diarrea secretoria  è dovuta ad una maggior secrezione di liquidi dalla parete intestinale che attraverso le vie intestinali convoglia nelle feci. La diarrea secretoria è dovuta a delle infezioni.

La diarrea  osmotica è dovuta al non ben assorbimento da parte dell’intestino, di alcune sostanze presenti nei cibi che richiamano liquidi dall‘intestino.

La diarrea mista è dovuta all’aumento dei movimenti  dell’intestino che determinano una maggior velocità del passaggio delle feci attraverso l‘intestino stesso

La diarrea può durare anche per una decina di giorni. Se dovesse continuare oltre questo periodo, se il bambino calasse di peso o in presenza di febbre bisogna rivolgersi dal pediatra.

In caso di diarrea dare al bambino alimenti leggeri come riso, banane e dargli da bere spesso per evitare che si disidratti.

 

 

 

 

 

E

 

 

 

Enuresi E’ chiamata così l’incapacità del bambino, dai quattro anni in poi, di controllare la vescica.  Essa può essere causata sia da problemi fisici  come da disfunzioni urinarie e da diabete che da problemi psicologici dovuti ad esempio alla nascita di un fratellino, all’inizio dell’asilo.

Se i casi di enuresi si presentano solo di notte quasi sicuramente si tratta solo di un problema psicologico.

Quando  un bambino è affetto da enuresi non bisogna sgridarlo o peggio ancora farlo diventare oggetto di derisione da parte degli altri.

In caso di problemi psicologi, il pediatra accanto a una terapia psicologica , prescriverà farmaci come antidiuretici, e antidepressivi.

 

 

 

Epistassi E’ chiamata così la fuoriuscita di sangue da entrambe o più frequentemente da una narice. Questo avviene a causa di qualche rottura dei capillari che si trovano nelle narici. La rottura dei capillari può avvenire sia per la fragilità degli stessi che per un trauma come una botta.

Il bambino quando ha sangue da naso va tenuto con il capo reclinato in avanti in modo che il sangue sia libero di fuoriuscire senza andare nello stomaco.

La narice dalla quale esce il sangue va tenuta compressa tra indice e pollice per 3-4 minuti in modo da arrestare il sangue.

Se l’epistassi dura più di mezz’ora conviene portare il piccolo al prontosoccorso.  

 

 

 

Eritema solare E’ l’arrossamento della pelle dovuto alla dilatazione dei capillari. Questo può essere dovuto a una troppo prolungata esposizione ai raggi ultravioletti.

Per  sapere  con certezza se si tratta di eritema solare, basta tendere per qualche minuto la pelle con le dita. Se la parte tesa con le dita è diventata bianca, allora ci troviamo davanti a un eritema solare.

La pressione delle nostre dita ha infatti, provocato un momentaneo restringimento dei capillari.

Se il bambino ha un eritema solare bisogna immergelo nell’acqua fresca. Se siamo in presenza di febbre, bisogna somministrare degli antifebbrili.

 

 

 

Ernia ombelicale E’ la fuoriuscita di una parte di peritoneo (la membrana che ricopre e avvolge gli organi dell’addome) o a volte anche di una parte di intestino.

È causata  da un’imperfetta saldatura dell’anello che forma l’ombelico. Questo perché i due muscoli che si trovano rispettivamente ai lati dell’ombelico, detti muscoli retti, o sono troppo distanti tra loro o non sono sviluppati a sufficienza.

Per questo motivo, infatti, sono più a rischio di avere un’ernia i bambini nati al disotto dei 2,5 kg.

L’ernia ombelicale si presenta come un morbido rigonfiamento da 1 a 6 cm che fuoriesce dall’ombelico. Questo si evidenzia maggiormente quando il bambino piange. Basta praticare una lieve pressione sul rigonfiamento perché l’ernia ritorni in sede.

Se l’ernia è sopraggiunta dalla nascita ai sei mesi, anche se di grandi dimensioni (5 o 6 cm), non va fatto intervento chirurgico in quanto l’ernia regredisce autonomamente coll’aumentare dell’età del bambino.

I casi di strozzamento dell’ernia sono piuttosto rari.

L’intervento chirurgico va praticato nei seguenti casi: quando il bambino ha a 5 anni e l’ernia non è regredita, a 1 anno se l’ernia è aumentata di volume e infine nei casi in cui l’ernia  è strozzata.

 

 

 

 

 

F

 

 

 

Faringite E’ l’infiammazione della gola.  Essa può essere di origine batterica o virale. La faringite è causata da vari virus e da un germe,  lo streptococco  betaemolitico.  In entrambi i casi si manifesta con forte mal di gola.

È molto raro che si ammalino di faringite i bambini di un anno. Infatti, viene riscontrata più frequentemente nei bambini da quattro ai dieci anni. Negli anni precedenti i bambini hanno mal di gola ogni volta che hanno raffreddore.

Per sapere se la faringite è di origine batterica o virale bisogna che il pediatra faccia al bambino il tampone faringeo.

La faringite di origine batterica fa febbre molto alta.

Se il pediatra riscontra una faringite batterica somministra antibiotici mentre quella di origine virale, dove la febbre è bassa o assente, passa da sé.

Ma la febbre non è un elemento sufficiente per distinguere la faringite batterica dalla virale.

Se oltre al mal di gola il bambino ha anche raffreddore, tosse, raucedine siamo quasi certi di trovarci di fronte a una faringite di origine virale.

 

 

 

Febbre Si parla di vera e propria febbre quando la temperatura corporea sale dai 38° in poi.

La temperatura corporea, infatti, può variare dai 36,6° ai 37,5° da individuo a individuo. Dai 37,5° ai 37,9° si parla di febbricola.

La febbre è uno dei mezzi che l’organismo ha per combattere contro: virus, batteri, funghi.

Quando il bambino ha 38° e oltre di febbre il pediatra gli prescriverà un antifebbrile.

In caso di febbre il bambino non va coperto troppo e gli vanno somministrati molti liquidi.

Ci sono svariati modi di misurare la febbre ai bambini: per via rettale (se sono molto piccoli), per bocca, nell’orecchio, sotto l’ascella.

La febbre preannuncia o è accompagnata a una malattia.

La mamma si accorge subito se il bambino ha la febbre: ha le mani e i piedi caldi, è nervoso e irritabile, ha la fronte che scotta.

È necessario chiamare con urgenza il pediatra nei seguenti casi: il bambino ha febbre alta da 3 giorni, ha oltre 40* di febbre, ha meno di 3 mesi, non urina da 18 ore.

 

 

 

Ferite spesso nel caso dei bambini si tratta di ferite di lieve entità come escoriazioni o abrasioni, provocate dalla grande voglia di esplorare tutto tipica dei bambini. Queste comportano solo la lacerazione superficiale dei tessuti.

Per prima cosa quando ci troviamo di fronte a una ferita bisogna lavare la parte con acqua e sapone. Poi bisogna cospargere sulla ferita e intorno ad essa del disinfettante in modo da neutralizzare i germi.

Per arrestare la fuoriuscita di sangue bisogna tamponare la ferita aumentando gradualmente la pressione fino all’arresto del sangue. È consigliabile tenere premuto ancora per altri uno o due minuti dopo l’arresto del sangue per permettere al sistema di  coagulazione di attivarsi. Se si esegue la fasciatura, la ferita va fasciata abbastanza strettamente in modo da creare una compressione meccanica. Se la scadenza dell’antitetanica è vicina, conviene aspettare, altrimenti è utile portare il bambino a fare l’iniezione. 

 

 

 

 

 

G

 

 

 

Gastroenterite La gastroenterite è l’infiammazione del tratto gastro– intestinale e può essere provocata da virus, batteri o altri germi.

I sintomi della gastroenterite sono: diarrea (può essere con muco o sangue), febbre, vomito.

In attesa del pediatra, si può reidratrare il bambino dai liquidi persi attraverso il vomito e la diarrea, con delle apposite soluzioni glucosaline che si trovano in farmacia. Si somministrano al bambino a piccoli sorsi mescolandogliele nelle bevande che gradisce di più. Su consiglio del pediatra si possono anche somministrare fermenti lattici.

 

 

 

Gengivostomatite: la gengivostomatite è provocata dal virus herpes simplex. Ha  un periodo di incubazione di 1-3 giorni.

Quando il bambino è affetto da gengivostomatite ha nel cavo orale delle vescicole che rompendosi danno origine a delle erosioni sanguinanti.  Talvolta queste erosioni arrivano ad interessare anche la gola.                                        

La gengivostomatite dà perdita dell’appetito e febbre molto alta.

In caso di gengivostomotite il pediatra somministra degli antivirali.

La guarigione avviene nel giro di 7-8 giorni.

 

 

 

 

 

I

 

 

 

Infezioni urinarie: le infezioni urinarie si suddividono in infezioni alle basse vie urinarie (cistiti) e infezioni alle alte vie urinarie (nefriti). Queste infezioni sono  causate fino ai 2 anni, da malformazioni alle vie urinarie che favoriscono il deflusso delle urine, poi da batteri che arrivano dall’esterno.

I sintomi di queste infezioni sono subdoli perché possono apparire simili a quelli dell’influenza: mancanza di appetito, spossatezza, nervosismo, febbricola dopo i 2 anni a questi sintomi si aggiunge il bruciore durante la minzione.

Il pediatra prima di tutto prescriverà un esame delle urine, in base ai risultati deciderà se prescrivere un antibiotico o proseguire con ulteriori indagini come esami ematochimici (esami del sangue), ecografia, cistografia, scintigrafia.

Come prevenzione far bere spesso il bambino e non abituarlo a trattenere l’urina per molto tempo.